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martedì 19 aprile 2016

Referendum trivelle

Risultato referendum trivelle: affluenza 31%, niente quorum. Renzi: "Demagogia non paga". Comitato per il 'Sì': "Ora il ricorso"


l referendum sulle trivelle non raggiunge il quorum, ecco i risultati definitivi (ITALIA+ESTERO): 
Elettori 50.675.406 Votanti 15.806.788, pari al 31,19% 
Sì 13.334.764, pari al 85,84% 
No 2.198.805. pari al 14,16% 
Schede bianche 104.420, pari allo 0,66% 
Schede nulle 168.138, pari all' 1,06% 
Schede contestate e non assegnate 663.

Il Comitato per il sì al referendum, cambiata la politica del governo, trattare - Grazie al referendum sulle trivelle "ci sono state modifiche alla normativa proposte dal Governo e approvate dal Parlamento. Questa non è demagogia. Petroceltic e Shell hanno rinunciato. I permessi di ricerca sono stati bloccati. Se questo è avvenuto penso sia una vittoria". Lo ha detto il presidente del Comitato per il sì al referendum, Pietro Lacorazza, in conferenza stampa alla Camera. "Se il governo vuole costruire una nuova politica energetica collaborando con i territori, noi siamo pronti", ha aggiunto Lacorazza.

Le associazioni del Comitato per il sì al referendum sulle trivelle presenteranno un ricorso al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere il blocco immediato delle cinque concessioni estrattive entro le 12 miglia. Secondo Enzo Di Salvatore, estensore dei quesiti referendari, "le concessioni sono scadute da anni. La norma prevede che siano prorogati i titoli vigenti, non quelli scaduti. Di conseguenza le aziende petrolifere stanno continuando ad estrarre senza autorizzazione".

Esulta Matteo Renzi che giudica il risultato una vittoria contro quei "pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione" che volevano farne solo "una conta" politica.
Ma, in parte, si dicono soddisfatti anche i sostenitori del comitato per il SI per aver "acceso un riflettore sulle lobby del petrolio in Italia e sulle scelte energetiche del Paese".
Ma anche le opposizioni che mettono in cassa 15 milioni di votanti che potrebbero fare la differenza al prossimo referendum sulle riforme in autunno. Ed è proprio sull'interpretazione del voto che si riaccende la polemica politica (da un lato Minoranza Dem, Sinistra, FI e M5s; dall'altra il Pd dei renziani). Per il premier i numeri rappresentano un "risultato netto, chiaro, superiore alle aspettative": "L'Italia ha parlato - spiega - Questo referendum è stato respinto". Il presidente del Consiglio prova ad anticipare gli avversari: "Ora ci sarà la solita triste esibizione dei politici vecchio stile che dichiarano di aver vinto anche quando hanno perso. In politica bisogna saper perdere". Il riferimento, neanche troppo velato, è al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che ha guidato la pattuglia degli amministratori ribelli nel Pd e si è schierato in prima linea contro le indicazioni dell'esecutivo e del partito. Emiliano non intende deporre le armi: "Abbiamo superato la soglia di 10 milioni di voti che consideravamo necessaria per poter parlare di un successo: il governo dovrà tenerne conto".
"E da presidente del Consiglio - dice tra l'altro - c'e' stata mancanza di rispetto". Probabilmente la battaglia si accenderà nuovamente quando si tornerà a discutere di royalties per le Regioni e delle politiche energetiche del Paese. All'opposizione il M5S, in prima linea nella campagna referendaria, ringrazia "i 15 milioni di votanti" con un post sul blog di Beppe Grillo e rilancia l'iniziativa di referendum senza l'obbligo del quorum. Forza Italia si affida alle parole di Renato Brunetta: il capogruppo azzurro alla Camera mette il voto sulle trivelle in relazione con il prossimo referendum di ottobre sulle riforme istituzionali affermando che per battere il governo basteranno "13 milioni di voti".
Il tema dell'astensione ha fatto dibattere più dell'argomento dello stesso referendum, ovvero la possibilità di limitare le concessioni per le trivelle all'interno delle 12 miglia dalla costa. Renzi si dice dispiaciuto di aver dovuto "non votare", spiegando di averlo fatto per tutelare "11mila posti di lavoro" di operai e ingegneri del settore petrolifero. "Saremo il Paese più verde d'Europa", aggiunge spiegando che però le politiche per le rinnovabili non possono essere fatte sprecando l'energia che già abbiamo ma con il tempo. Alle urne non si è recato neanche il leader di Fi Silvio Berlusconi, mentre le massime cariche dello Stato si sono presentate in giornata. Gli animi sono tesi tra e all'interno dei partiti. A sottolinearlo un tweet del deputato renziano del Pd Ernesto Carbone che, a urne aperte, salutava ironicamente con un "ciaone" tutti coloro che avevano confidato nel raggiungimento del quorum. Un'espressione che è valsa una serie di risposte piccate da parte di esponenti di maggioranza e opposizione.
L'affondo del premier, la demagogia non paga 
"Un risultato netto e chiaro". L'esito del referendum sulle trivelle è stato ufficializzato da pochi minuti, quando Matteo Renzi in una lunga dichiarazione a Palazzo Chigi prova a chiudere la partita su un voto che - come sottolinea - è apparso quasi come un regolamento di conti. E che ha dimostrato soprattutto una cosa: "La demagogia non paga".

E il premier, che non si intesta la vittoria ma la lascia ai lavoratori delle piattaforme marine, con i quali brinda idealmente, punta il dito contro l'esibizione dei politici vecchio stile che "dichiarano di aver vinto anche quando hanno perso". Poi avverte: "in politica bisogna saper perdere: ci sono vincitori e degli sconfitti".
Il presidente del Consiglio si toglie molti sassolini dalla scarpa senza fare i nomi. Anche se è evidente a chi intenda riferirsi: in particolare, alla sinistra del Pd e al governatore della Puglia Michele Emiliano: "Gli sconfitti non sono i cittadini che sono andati a votare" perché "chi vota non perde mai. Massimo rispetto per chi va a votare". Ma "gli sconfitti sono quei pochi, pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione che hanno voluto cavalcare un referendum per esigenze personali politiche". Che vogliono difendere il mare da qualche piattaforma e poi non si occupano neanche dei collettori per i depuratori. E' il giudizio su un "referendum che si poteva evitare". Anzi - aggiunge - "abbiamo cercato di evitarlo per non sprecare 300 milioni di euro ma si è tenuto per esigenze e la voglia di conta da parte di qualcuno". Quindi, punta l'indice contro "una parte della classe dirigente di questo Paese che si mostra autoreferenziale: "vivono su twitter e facebook. Ma l'Italia è molto più grande".
Renzi spiega anche la sua difficoltà di astenersi e di invitare a non andare alle urne: "Ho molto sofferto per la scelta di non andare a votare" anche se "si trattava di una opzione permessa dalla Costituzione". Per il premier, l'opzione di un voto massiccio avrebbe potuto portare "a 11mila licenziamenti". "Credo che il presidente del Consiglio debba essere laddove si rischiano 11 mila posti di lavoro". "Il governo - sottolinea - non si annovera nella categoria dei vincitori ma sta con operai e ingegneri che domani torneranno nei loro posti di lavori consapevoli di avere un futuro e non un passato".

lunedì 8 febbraio 2016

Marocco, arriva il più grande impianto solare al mondo

centrale solare

L’inaugurazione dell’impianto solare più grande del mondo, in Marocco, è avvenuta nella giornata di mercoledì 3 febbraio. Il re Mohammed VI ha riferito alla stampa di Rabat, che l’impianto è stato installato nella città di Ouarzazate per inaugurare, appunto, il progetto Noor 1. Il re, durante il suo discorso, ha esaltato l’importanza che il Paese mostra nei confronti dell’energia rinnovabile; c’è da dire che l’intero progetto ha richiesto un costo davvero enorme, che si aggira attorno ai 652 milioni di dollari e produrrà, pensate, ben 162 megawatt. E non solo, perchè il mese scorso l’Agenzia marocchina che si occupa di energia solare ha deciso di lanciare una gara d’appalto per poter sviluppare almeno la prima fase del succitato progetto Noor 1.

Si tratta di un progetto davvero molto innovativo che prevede lo sviluppo di alcuni impianti ibridi con una capacità incredibile di 400 megawatt, che riguardino sia la concentrazione solare termica, sia la tecnologia fotovoltaica, in fase di forte sviluppo nel corso degli ultimi anni. C’è da sottolineare che le autorità di Rabat vorrebbero partecipare alla Cop22 prevista per il mese di novembre 2016 a Marrakech presentando un progetto che vede la realizzazione della più grande struttura solare fino ad ora mai realizzata che, peraltro, sarà in grado di fornire energia a milioni di persone in tutto il territorio.

ULTIME NOTIZIE PENSIONI PRECOCI E OPZIONE DONNA: UNITI PER RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI


Riforma pensioni, donne e precoci uniti


Riforma pensioni 2016, precoci e opzione donna: uniti in piazza a Bologna, ieri 6/2, per chiedere giustizia, testimonianze inedite lavoratori.

Le ultime notizie sulla riforma pensioni 2016 giungono da Bologna, dove ieri 6 febbraio in piazza Nettuno si è tenuta la manifestazione voluta dai lavoratoriprecoci. A questi si sono aggiunti, su loro invito, tutti i delusi dall'attuale Governo Renzi e dal sistema previdenziale in vigore. La legge Fornero va modificata, sostengono all'unisono uomini e donne, serve maggiore flessibilità e serve categorizzare, come aveva proposto Walter Rizzetto in un'intervista rilasciataci in esclusiva. Occorrono misure 'ad hoc' peresodati, precoci e serve l'opzione donnaper le lavoratrici che attualmente ne sono rimaste escluse. I lavoratori hanno deciso di unire le forze per farsi sentire dal Governo e far sì che il 2016 divenga l'anno della flessibilità e che dalle parole, come puntualizzano i lavoratori, si passi ai fatti. 

Proroga Opzione donna, quali le richieste?

Le nate nell'ultimo trimestre del 57/58, rappresentate da Anna La Salandra, confidano che il contatore istituito in legge di stabilità dalla Commissione Lavoro mostri l'evidenza: ossia che esistono i risparmi necessari per consentire anche a queste donne di poter usufruire della legge 243/2004 così da poter mettere fine a questa ingiustizia. Poi vi sono le iscritte al gruppo 'proroga opzione donna al 2018' che richiedono che l'opzione donna divenga strutturale. Una libera scelta che permetta, pur consapevoli della forte penalizzazione perenne sull'assegno finale, di poter accedere alla quiescenza anticipatamente. Con un video caricato sulla pagina Facebook del gruppo Daniela Bagni, presente a Bologna, questa aggiorna le compagne su quanto ha detto in piazza, ecco in sintesi le sue parole, che ci autorizza a pubblicare: "Opzionedonna deve diventare strutturale x tutte, tra noi ci sono già molte donne disoccupate che a 57/58 anni non riusciranno più a collocarsi nel mondo del lavoro. Le donne tutt'ora ricoprono anche un importante ruolo di caregiver in famiglia, per sopperire ad un welfare scadente, e ad una certa età, conciliare famiglia e lavoro diviene sempre più proibitivo". Opzionedonna, precisa fermamente la Bagni, si autofinanzia da sola, non come hanno sostenuto alcuni politici come Cazzola (Ncd), ed è un risparmio per lo Stato nel medio e lungo termine. Non ci regalano niente, dice, anzi siamo noi che siamo penalizzate con una decurtazione importante sulla pensione per tutta la vita, per cui, conclude lasciando la parola ai precoci, lasciateci andare in pensione e fate lavorare i giovani!!

I precoci e la quota 41: misura necessaria per svecchiare le fabbriche 

lavoratori precoci che hanno partecipato con la maglietta indicante la quota 41proseguono la loro lotta contro l'attuale governo. Franco Rizzo, amministratore del gruppo' pensioni lavoratori, precoci ed esodati' , presente in piazza, ci ha detto " Sposiamo il pensiero di Damiano al 100%, il 18 saremo anche a Roma e ci stiamo adoperando per coinvolgere tutti i gruppi anche quelli più restii, l'importante è che la partecipazione sia massiccia". Il Premier Renzi ha aggiunto "Se vuole dare un segnale a suo favore, deve come atto di fiducia elettorale togliere l'aspettativa di vita prima delle elezioni comunali, questa è la nostra primaria richiesta, inoltre l'appoggio del Ministro del lavoro Poletti, che si è detto dalla nostra parte visto che non siamo 'sovversivi', deve essere concreto ". Il numero dei precoci iscritti ai vari gruppi Facebook supera le 12.000 unità, il Governo ci dice "Non può non tenere conto di tali numeri".

martedì 2 febbraio 2016

UN VINO A SOLFITI ZERO GRAZIE ALLA RICERCA UNIVERSITARIA ADATTO ANCHE AD ALLERGICI E VEGANI

30 gennaio 2016 Un vino fatto solamente con l'uva e nessun'altra aggiunta in cantina, neppure anidride solforosa. 
È questo il 'vino naturale' che alcuni produttori di nicchia - 20-30 mila in Italia - propongono in modo artigianale ma che potrebbe avere presto una proposta più ampia grazie all'innovativo protocollo di produzione 'Onlywine' messo a punto dal Dipartimento di Scienze agrarie alimentari e agroambientali dell'Università di Pisa. A

l 'vino senza chimica', che si distingue dal vino bio e biodinamico che deve questa denominazione alle modalità di produzione delle uve, senza nessun particolare riferimento a quelle di produzione del vino e contiene comunque una percentuale di solfiti, i ricercatori universitari lavorano da tre anni. 

Il primo risultato operativo è stato nel 2012 con la produzione di una serie limitata da uve bianche presso la cantina sperimentale della stessa Università. Poi si è passati alle uve rosse. 

Ora il vino 'senza chimica aggiunta' prepara lo sbarco sul mercato, con l'intenzione dei ricercatori universitari di tradurlo in una linea di vinificazione da proporre al consumatore che vuole vino naturale al 100%. 

Un vino che va bene anche per i soggetti allergici Dal momento che il protocollo 'Onlywine' non prevede l'aggiunta di additivi chimici (sostanze chimiche, conservanti, proteine di origine animale, e così via), il vino ottenuto può essere consumato anche da soggetti allergici, intolleranti e con regimi dietetici particolari, per esempio i vegani) - sottolinea Angela Zinnai, professore presso il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agroambientali dell'Università pisana e docente del corso di Enologia e analisi enologiche del corso di laurea in Viticoltura e Enologia. 

"La prima vinificazione 'Onlywine' è stata condotta nel 2013 con uve bianche presso la cantina sperimentale dell'Università di Pisa - racconta Zinnai - I risultati sono stati molto interessanti. Nel 2014 si è ottenuto il primo rosso 'Only wine' ". 

"Quella dei vini naturali è una nicchia di mercato che sta ricevendo grande interesse da parte dei consumatori - osserva Zinnai -, superando ormai il 2% del totale nazionale in volumi e probabilmente più del doppio in valore". - 

domenica 31 gennaio 2016

L'EX DIRETTORE TECNICO DI KONAMI AMMONISCE IL PUBLISHER GIAPPONESE: "BISOGNA AVER FIDUCIA IN KOJIMA"

Julien Merceron, ex Worldwide Technology Director per Konami, è stato recentemente tra i protagonisti della conferenza Cité des Sciences et de l’Industrie, tenutasi in quel di Parigi, discutendo, tra gli altri argomenti, del successo di Metal Gear Solid V e dello scontro traKonami e Hideo Kojima.

Merceron ha affermato che lo sviluppo di un titolo tripla A necessita inevitabilmente di una lunga fase di produzione durante la quale è impossibile dimostrare che il gioco, una volta uscito, sarà un successo. In questo senso Konami avrebbe dovuto aver fiducia in Hideo Kojima, seguendo l'esempio del team di sviluppo, sempre pronto ad appoggiare senza esitazioni il grande designer.
Parlando della separazione tra la compagnia e Kojima, Merceron ha sottolineato come un momento di rottura fosse già stato raggiunto nel mese di marzo, quando Konami decise di cambiare il nome dello studio, cancellare il nome del designer dalla copertina del titolo e rimuovere quest'ultimo dal proprio staff, ingaggiandolo come lavoratore a progetto. Ciononostante Kojima continuò a lavorare come se nulla fosse accaduto, rassicurando il team che il titolo sarebbe giunto a termine come da programma, atteggiamento che merita, agli occhi di Merceron, un grande rispetto, considerando anche la straordinaria pressione a cui il creatore della serie Metal Gear era stato sottoposto.
In cuor suo Merceron sperava che il successo di The Phantom Pain convincesse Konami a fare un passo indietro, cosa che non è mai accaduta e che lo ha infine portato a lasciare la compagnia.

giovedì 28 gennaio 2016

Italia in ginocchio per la siccità. Allarme per laghi, fiumi e montagne

Sembra un paradosso, ma non lo è. Quello del 2015-2016verrà probabilmente ricordato in futuro come “l’inverno della siccità”. Se il clima secco solitamente caratterizza i mesi estivi, infatti, questa volta pare essere il tratto distintivo dei mesi invernali. Il 2015 in Italia non soltanto è stato l’anno più caldo della storia insieme al 2014, ma addirittura il più secco in assoluto. E nel 2016, per ora, nulla pare cambiare. Il gravissimo deficit di piogge ha costretto numerosi comuni, nel mese di gennaio 2016, a emettere provvedimenti che limitano i consumi idrici. Si tratta, naturalmente, di provvedimenti che generalmente vedono la luce nel periodo estivo, non in quello invernale. 
Italia in ginocchio per la siccità. Allarme per laghi, fiumi e montagne
Si chiede, insomma, di limitare il consumo di acqua per le più comuni attività quotidiane. In Sardegna, per esempio, dal 22 gennaio, in ben 15 comuni nella zona tra Nuoro e Sassari è stata imposta una contrazione di ben il 40% nella fornitura idrica dalle 18.00 di sera alle 6.00 del mattino successivo. Situazione drammatica non soltanto nell’isola, ma anche in quasi tutto il Nord Italia. Le amministrazioni locali stano correndo ai ripari ripristinando condotte e invasi in disuso da 15 anni. In Piemonte sono all’ordine del giorno le raccomandazioni contro gli sprechi nelle province di Vercelli, Biella e Cuneo. La provincia di Belluno, in Veneto, soffre delle maggiori difficoltà: in alcune località si sta facendo ricorso al rifornimento dei bacini con le autobotti. Alla fine dello scorso anno, a tal proposito, Cortina ha simbolicamente chiuso tutte le fontane pubbliche. In Lombardia la Regione ha diffuso l’allarmante notizia che la quantità di acqua presente nei laghi è inferiore di oltre il 50% rispetto ai livelli medi stagionali. Il Po, a Cremona, scorre 7,10 metri al di sotto dello zero idrometrico.

Montagne senza neve. Preoccupazione per l'agricoltura

Se la situazione per quanto riguarda fiumi e laghi è drammatica, non va meglio in montagna. La pochissima neve caduta sull’arco alpino si tradurrà in minor quantità di acqua disponibile durante il periodo estivo in tutta la Pianura Padana. Preoccupazione alle stelle anche per gli agricoltori. Coldiretti parla di una prospettiva drammatica. Basti pensare, per esempio, che in Toscana, ad Agnano Pisano, ci sono già le pere mature sugli alberi; piante di susine in fiore nella Versilia. Eventi che, mediamente, accadono a fine marzo, non in pieno gennaio. A Massa, addirittura, stanno maturando i pomodori. Risultato, questo, della siccità unita alle temperature eccezionalmente elevate. Se il trend proseguirà in questa direzione, durante la prossima estate potremmo trovarci di fronte alla terribile questione: destinare l’acqua all’agricoltura, ai consumi domestici o alla produzione di energia?
Montagne senza neve. Preoccupazione per l'agricoltura

Dicembre 2015: il mese più secco della storia

Intanto, i dati che arrivano dagli esperti del Centro Epson Meteo-Meteo.it parlano chiaro. “Il dicembre 2015 ha spazzato via qualsiasi record negativo riguardo le precipitazioni- afferma il meteorologoSimone Abelli-. I dati definitivi, infatti, lo fanno salire al primo posto come mese di dicembre più siccitoso della storia recente, almeno a partire dalla metà del secolo scorso. Si parla di un deficit di piogge a livello nazionale di ben il -91%. In altri termini, meno del 10% del quantitativo normale”. Non a caso, possiamo parlare di un “dicembre anticiclonico”, ossia un dicembre caratterizzato dal prepotente dominio di un’area di alta pressione che ha attanagliato per tutto il mese gran parte dell’Europa centro-meridionale. I valori sono risultati particolarmente elevati (mediamente di 1030 hPa) proprio intorno all’Italia. “Nel cuore del nostro continente- prosegue Abelli- l’anomalia termica ha raggiunto i 5 gradi sopra la norma”. Una situazione che ha contributo a mantenere lo zero termico sulle Alpi a quote tutt’altro che invernali: mediamente, un chilometro sopra i livelli normali, ma talvolta con punte addirittura oltre i 3000 metri. Una situazione che, inoltre, ha prodotto diversi record storici: il 28 dicembre, nella stazione del Monte Cimone, si registravano 12,6 gradi: 14 in più rispetto alla norma! Grave, l’abbiamo detto, la situazione difiumi e laghi. Per questi ultimi, si sono registrate portate quasi dimezzate rispetto alla norma. In particolare, rispetto alla media del periodo che va dal 1946 al 2014, il Lago Maggiore risulta avere una portata del 40% in meno, il Lago di Garda del 61% in meno e il Lago di Como del 42% in meno. Anche il riempimento (volume invaso) si attesta sui minimi storici: il Lago Maggiore risulta al 17%, il Lago di Garda al 33% e il Lago di Como all’11%. Rispetto all’anno precedente, l’altezza idrometrica in alcuni casi è addirittura di oltre un metro inferiore: Lago Maggiore -140cm, Lago di Garda -58,3 cm, Lago di Como -81,1 cm. “ Naturalmente, nel generale contesto di clima mite e assenza di precipitazioni- prosegue l’esperto del Centro Epson Meteo- la situazione della neve sui monti e i livelli di laghi e fiumi è risultata preoccupante anche per l’altrettanto pesante eredità lasciata dal mese di novembre”. E, attualmente, nulla sembra migliorare.
Dicembre 2015: il mese più secco della storia

Da inizio gennaio il 67% di piogge in meno al Nordovest

“Prosegue anche a gennaio la tendenza alla scarsità di precipitazioni, in particolare al Nordovest. Qui, infatti- spiega Abelli- a pochi giorni dalla fine del mese, non si prevedono piogge particolari in arrivo. Ad oggi, rispetto alla media, siamo al 67% di precipitazione in meno rispetto alla media di gennaio. Sebbene la neve sia caduta abbondante sulle creste di confine tra Val d’Aosta e Piemonte, il resto del Nordovest continua a soffrire della siccità. Ma non solo. Sempre al Nordovest, a fronte di -87% di piogge a dicembre, nel mese di novembre abbiamo appunto registrato -92% di precipitazione. A ottobre, invece, le piogge si sono attestate su un -11%”. Le prospettive sono tutt’altro che rosee. Non resta che sperare in una primavera eccezionalmente piovosa. In attesa di questo, ci attende una fine di gennaio e un inizio di febbraio caratterizzati dal dominio dell’alta pressione, da assenza di piogge e da temperature ancora una volta ben oltre la norma.
Da inizio gennaio il 67% di piogge in meno al Nordovest

HIDEO KOJIMA: ANCHE CRYTEK VORREBBE FAR PARTE DEL TOUR DI Kojima.



Come ormai sappiamo, Hideo Kojima e Mark Cerny stanno girando il mondo alla ricerca delle più innovative tecnologie da implementare nei loro progetti. 

Al momento l'itinerario percorso dai due sviluppatori ha toccato solo i team di Sony, ma i colleghi di terze parti vorrebbero dirottare la vacanza nei loro studi.

È il caso di Crytek che, con una dichiarazione d'amore pubblicata su Twitter, ha invitato il leggendario creatore di Metal Gear a visitare il proprio quartier generale con sede ad Amsterdam.

 La compagnia dei Paesi Bassi è nota per aver dato alla luce Crysis e per essersi sempre distinta per le altissime prestazioni dei suoi motori grafici. 

Al momento Crytek è molto attiva nel campo della realtà virtuale, un'universo che incuriosisce davvero molto anche Kojima. 

Alla fine lo sviluppatore giapponese accontenterà i suoi colleghi?

martedì 12 gennaio 2016

Diphylleia grayi -Il fiore che diventa trasparente quando piove.

il fiore



La Diphylleia grayi è un fiore decisamente insolito: i suoi petali infatti diventano trasparenti a contatto con l’acqua.
Il fiore cresce in ambienti boscosi e umidi nelle nell’est dell’Asia, specie Giappone e Cina, e la pianta è riconoscibile da grandi foglie a forma di ombrello che sono costellati da piccoli gruppi di fiori bianchi.
La pianta fiorisce tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, e in questo periodo durante le piogge si può assistere ad uno spettacolo decisamente insolito: colpiti dalle gocce, i petali perdono lentamente i loro pigmenti bianchi, fino a diventare completamente trasparenti. 
Una volta asciutti, poi, riprendono il loro colore bianco perlaceo.

giovedì 7 gennaio 2016

"Così il preside mi ha umiliata per aver indossato una gonna troppo corta"

"Così il preside mi ha umiliata per aver indossato una gonna troppo corta"

Amanda Durbin, una ragazza di 17 anni del Kentucky, ha raccontato di essere stata umiliata dal preside della sua scuola, la Edmonson County High School, per un peccato decisamente veniale: aver indossato un vestito giudicato troppo sexy.

amanda 3-3

I dirigenti dell'istituto hanno infatti imposto a tutte le adolescenti un codice molto rigido, che vieta di indossare i leggings al posto dei pantaloni e gonne troppo corte. 
La settimana scorsa Amanda li ha indossati entrambi, ma forse non immaginava di andare incontro ad una simile punizione. La ragazza, rea di aver violato le regole, è stata infatti mandata nell'ufficio del preside.
Qui le è stato chiesto di inginocchiarsi, così da misurare la distanza tra la sua gonna (che per la cronaca misurava 15 centimetri) e il pavimento e dimostrare che non era appropriato al luogo in cui si trovava.
"Così il preside mi ha umiliata per aver indossato una gonna troppo corta"

Una punizione decisamente imbarazzante: "Mi hanno fatto vergognare. In quel momento mi sono sentita insicura di me stessa", ha detto la giovane a Buzzfeed.
Amanda ha perso l'intera giornata di lezioni ed è rimasta nella stanza del preside finché i suoi genitori non sono arrivati a prenderla. Ma la mamma e il papà di Amanda non ci stanno: a loro dire nell'abbigliamento della figlia non c'era nulla di scandaloso e il preside si è reso responsabile di un "abuso di potere".
Amanda, intanto, si è messa a capo di una protesta per modificare le norme legate all'abbigliamento che risultano essere davvero troppo rigide. 

mercoledì 6 gennaio 2016

Il semaforo da tremila multe al mese: ecco dove si trova.

Il semaforo da tremila multe al mese: ecco dove si trova

Nei pressi di un passaggio pedonale sulla strada Padana Superiore, poco fuori dal centro di Vimodrone. La polizia municipale: "Decine di persone passano con il rosso e in presenza di pedoni"



Il semaforo da tremila multe al mese: ecco dove si trova

VIMODRONE (MILANO) - Il sindaco Antonio Brescianini, intervistato dal Corriere della Sera, si difende: "Non ci aspettavamo un numero così elevato di multe, se avessimo voluto fare cassa avremmo messo un autovelox. Cerchiamo solo di mettere in sicurezza i pedoni, creando un efficace deterrente". Al centro della questione, il "semaforo killer" da tremila multe al mese.
IL SEMAFORO - L'occhio elettronico si trova nei pressi di un passaggio pedonale sulla strada Padana Superiore, poco fuori dal centro del paese. Come ricorda il Corriere della Sera, "l'apparecchiatura di rilevazione automatica delle infrazioni al Codice della strada è stata installata ad un attraversamento pedonale ritenuto molto pericoloso per chi va a piedi o in bicicletta". 
LA MUNICIPALE - Per Giovanni Pagliarini, comandante della polizia locale, questo boom di multe testimonia che non solo tremila persone "sono passate con il rosso, ma che l'hanno fatto in presenza di pedoni".

martedì 5 gennaio 2016

Jeans, ecco a cosa serve il micro-taschino: svelato il "mistero"

Jeans, ecco a cosa serve il micro-taschino: svelato il "mistero"

Vi siete mai chiesti a cosa serve il micro-taschino che nei jeans si trova all'interno della tasca destra? Dopo più di un secolo il "mistero" è svelato: il taschino è troppo piccolo per tenerci monete o accendino, impossibile infilarci le mani.
Alcuni utenti di Quora, un sito web che pubblica domande e risposte su qualunque argomento ha raccolto le risposte degli esperti, tra cui Levi's. Il taschino fu introdotto nel 1873 da Levi’s, la più antica e popolare tra le aziende che producono jeans, fondata nel 1853 negli Stati Uniti dall’immigrato tedesco Levi Strauss.
Renata Janoskova - come scrive l'Huffington Post - ha svelato il segreto del 'misterioso' taschino, citando un post pubblicato da Levi's nel suo blog. Il micro-taschino è una 'watch pocket', ossia di una piccola tasca pensata per contenere l'orologio da taschino.
"Nell'Ottocento i cowboy indossavano l'orologio da taschino con una catena, e lo riponevano nel panciotto. Per evitare che si rompesse, la Levi's ideò questa piccola tasca", spiega un altro utente.  
La tasca è poi rimasta fino ad oggi e, come spiega la stessa Levi’s in un post, ha avuto diverse funzioni negli anni. Tra le altre cose: ospitare una scatola di preservativi (come voleva uno spot del 1995 per i jeans 501), una scatola di fiammiferi o per nascondere bigliettini.

lunedì 4 gennaio 2016

Calcio, 64 indagati in inchiesta Napoli: anche Galliani, Lotito, De Laurentiis, Lavezzi e Paletta.

Un altro terremoto scuote il mondo del calcio e a tremare sono i big. Tra i 64 indagati (TUTTI I NOMI) nell'inchiesta "Fuorigioco" della Procura di Napoli ci sono massimi dirigenti, calciatori e procuratori di serie A e B: l'ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno della società partenopea Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l'ex presidente e ad della Juventus Jean Claude Blanc. Tra i calciatori indagati il difensore della Nazionale attualmente in prestito dal Milan all'Atalanta, Gabriel Paletta, il centrocampista del Milan,Antonio Nocerino, l'attaccante dell'Atalanta German Denis, l'ex Pescara Fernando Quintero, l'ex attaccante del Napoli Ezequiel Lavezzi. Nell'elenco figurano anche i nomi di alcuni calciatori non più in attività: oltre a Erman Crespo anche quello di Adrian Mutu e Diego Milito. Coinvolti anche diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi.TUTTE LE FOTO DEI BIG COINVOLTI.
L'ipotesi di reato è "evasione fiscale e false fatturazioni".

ECCO SPIEGATO IL MECCANISMO DELLA FRODE.
Le accuse - Dall'inchiesta, riferisce la Procura, emerge un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposteposto in essere da 35 società calcistiche di serie A e B nonchè da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori. In particolare, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori.


Le indagini - L'inchiesta denominata 'Fuorigioco' è condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. L'indagine era partita nel 2012 quando, 
nelle sedi del Napoli e della Figc, la Finanza aveva acquisito i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Nove mesi dopo i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di A e B per acquisire ulteriore documentazione. Gli investigatori parlarono di un "fenomeno generalizzato" nel calcio italiano, vale a dire la "progressiva ed esasperata" lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l'ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario chepotrebbe aver spinto le società a compiere illeciti fiscali.
LE OPERAZIONI NEL MIRINO DELLA PROCURA (pdf)

L'attenzione della procura e della Gdf si è concentrata su diversi aspetti della gestione dei club: dai rapporti tra società, procuratori e calciatori alle modalità di trasferimento di questi ultimi; dall'esame dei contratti alle modalità d'inserimento nei bilanci dei giocatori; dalle operazioni di compravendita e rinnovo alla gestione dei diritti d'immagine e dei diritti tv; dall'attività' di scouting ai compensi per i calciatori qualificati come 'fringe benefit'.
L'operazione della Gdf - La Guardia di Finanza sono andati a perquisire una trentina tra calciatori e agenti ed hanno notificato l'avviso di conclusione indagini a 64 indagati. Sequestrati beni per circa 12 milioni. L'indagine ha riguardato complessivamente un centinaio di soggetti e 35 società di calcio di Serie A e di Serie B. 
Le reazioni - "E' fondamentale che tutto sia chiarito prima possibile, anche per fare in modo che gli attuali indagati non diventino dei colpevoli per l'opinione pubblica". Così il presidente del Coni,Giovanni Malagò. "Non posso fare commenti su cose che non conosco", dice il presidente della Figc, Carlo Tavecchio. "La vicenda è assolutamente marginale e non fondata, troverà la sua risoluzione sia sotto il profilo tributario, sia sotto il profilo penale, in una doverosa archiviazione", fanno invcece sapere i legali del Milan.
fonte: Ansa

lunedì 28 dicembre 2015

Shopping online per i doni di Natale generi alimentari, abiti e tecnologia.


Sarà un Natale all’insegna dello shopping on line. Quest’anno quattro italiani su sei acquisteranno i regali per parenti e amici su Internet.
Che si tratti di cibo, abbigliamento o tecnologia, ormai il Web è diventato uno dei canali principali attraverso cui passano i consumatori. Nel giro di pochi anni lo scenario è completamente cambiato: nel 2009 erano solo 4 italiani su 100 a comprare i regali in Rete.
E’ quanto emerge da una ricerca Confcommercio-Format Research sui doni natalizi. Uno studio che ci dà un’idea di quello che possiamo sperare di trovare sotto l’albero.

 
Come l’anno scorso, anche nel 2015 i regali di Natale più gettonati sono i generi alimentari (74,7%). La novità, invece, è il sorpasso dell’abbigliamento che si colloca al secondo posto (46,2%) lasciando al terzo i giocattoli (45,4%). Il 44,3% degli italiani punterà ai regali tecnologici, orientandosi fra computer, smartphone, tablet e altri gadget.
«Gli italiani regaleranno in prevalenza per il Natale 2015: generi alimentari, capi d’abbigliamento, giocattoli e giochi per bambini, libri, prodotti per la cura della persona, vino, calzature, telefoni cellulari e smartphone», si legge nel documento.
 
I destinatari di questi doni saranno innanzitutto familiari, e quest’anno si avrà a disposizione un budget un po’ più elevato rispetto al 2014.
La stragrande maggioranza degli italiani avrà a disposizione un budget sotto i 300 euro per fare gli acquisti. Nel 2015 sono di più, rispetto all’anno scorso, quelli che spenderanno fra i 100 e i 300 euro (62,4% contro il 61,9%). È in leggero aumento la spesa media, pari a 166 euro, contro i 158 euro del 2014.
 
I negozi tradizionali e la grande distribuzione fanno ancora la parte del leone, ma l’e-commerce comincia ad insidiare il primato.
«Il vero fenomeno del Natale 2015 è il ricorso da parte dei consumatori al commercio elettronico per l’effettuazione degli acquisti per i regali.
Gli italiani che ricorrevano al Web per effettuare i regali di Natale erano soltanto il 3,8% nel 2009, dopo tre anni, nel 2012, questa percentuale era già salita al 28,3%, oggi in occasione del Natale 2015 l’acquisto sul web interesserà il 39,6% dei consumatori», spiegano i ricercatori.
 
Secondo lo studio «quattro consumatori ogni dieci acquisteranno quindi non solo nei punti di vendita tradizionali ma anche attraverso i canali dell’online da Amazon a E-bay, attraverso i siti di couponing (Groupon, PoinX, etc.), oppure sui siti di commercio elettronico allestiti dai soggetti della distribuzione tradizionale». Compreranno sul web soprattutto prodotti di abbigliamento (26,9%), libri (21,9%), giochi per bambini (16,3%), cellulari e smartphone (15,3%).